Studi sulle lesioni spinali: nuovi risultati

By 20 Luglio 2016Ottobre 20th, 2020Rassegna Stampa

I risultati dei test sui topi da laboratorio sono sorprendenti: le nanotecnologie hanno permesso di riparare interamente lesioni spinali croniche simili a quelle provocate nell’uomo da traumi accidentali.

“Rigenerazione di lesioni midollari croniche tramite l’impianto di bio-protesi composite nano strutturate”: questo il titolo della ricerca presentata il 21 gennaio in anteprima mondiale a Roma presso l’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza-Mendel.

La ricerca, realizzata da un team tutto italiano, è stata guidata dal Prof. Angelo Vescovi – Direttore Scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina, Direttore del Centro di Nanomedicina e Ingegneria dei Tessuti dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda e Professore associato di Biologia Applicata nell’Università di Milano-Bicocca – e dal Dr. Fabrizio Gelain.

Alla ricerca hanno collaborato l’Ospedale Ca’ Granda Niguarda, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza – Mendel, il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, l’Università degli Studi di Milano, la University of Alberta – Edmonton, la University of California – Berkeley.

La ricerca evidenzia per la prima volta come, trapiantando nelle cavità della lesione spinale delleprotesi tubulari – delle vere e proprie guaine cilindriche costruite in laboratorio e riempite da materiali biologici di sintesi con funzione di supporto (scaffolds) – nano strutturate e bio-riassorbibili, sia possibile ricostruire il tessuto del midollo spinale in animali mielolesi. La protesi sarà gradualmente riassorbita fino a scomparire.

Una volta impiantati in modelli animali di lesioni spinali croniche, questi dispositivi supportano larigenerazione delle fibre nervose spinali. In altre parole mediante queste protesi si genera un nuovo tessuto, molto simile a quello originale, che sostituisce le cisti e cicatrici responsabili dell’interruzione degli impulsi nervosi, che è anche causa della paralisi e della perdita della sensibilità,determinando un importante recupero funzionale degli arti paralizzati.

Leggi l’intervista al Prof. Gelain: link

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