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“Se penso al futuro della ricerca sono ottimista: ci sono molti giovani che, come me, hanno voglia di mettersi in gioco”.

Giusy Di Franco, studentessa della facoltà di Scienze Biologiche presso l’Università di Milano Bicocca ha da poco terminato la sua prima esperienza in laboratorio, con il team del Prof. Angelo Vescovi. L’abbiamo intervistata per approfondire con lei i sogni e le aspirazioni che l’hanno portata a intraprendere questo percorso di studi e di ricerca.

 

Giusy, come è stata l’esperienza di tirocinio che hai svolto con il team del Prof. Vescovi?

La mia prima esperienza in laboratorio con il team del Prof. Angelo Vescovi è stata decisamente formativa e gratificante, sia perché ho avuto modo di mettermi in gioco concretamente su tutto ciò che fino a quel momento avevo conosciuto solo dal punto di vista teorico, ma anche perché ho avuto la possibilità di relazionarmi con professionisti che con pazienza e dedizione hanno saputo guidarmi in un percorso di crescita e apprendimento per me molto importante. Vedere nel concreto l’utilizzo delle cellule staminali mi ha profondamente affascinato ed è stato un ulteriore stimolo ad andare avanti nel percorso intrapreso.

 

Che cosa ti ha portato a intraprendere questo percorso di studi e come è nata la passione per la ricerca scientifica?

Tutto è cominciato nel 2019, quando ho deciso di iscrivermi al test di Medicina perché il mio proposito è sempre stato quello di fare un lavoro che mi consentisse di aiutare le persone nel concreto, in particolare nella salvaguardia e nella cura di un bene prezioso come la salute. Per questo ho sempre amato la scienza. Inizialmente ho tentato il test di Medicina, ma poi ho iniziato il mio percorso in Biologia, appassionandomi allo studio di queste discipline che non ho più lasciato, perché ho capito di aver trovato la mia strada.

Attualmente sono al terzo anno della facoltà di Scienze Biologiche e a breve terminerò il percorso di laurea triennale per proseguire poi con quello di laurea magistrale. Mi piacerebbe continuare presso l’Università di Milano Bicocca, ma mi piacerebbe anche poter considerare un’esperienza all’estero.

 

Come si svolgevano le giornate in laboratorio?

Ho avuto giornate sempre diverse e questo mi ha fatto capire che nella scienza non c’è niente di programmato, di definito e soprattutto di prevedibile.  Di solito mi occupavo degli esperimenti in laboratorio e tra un esperimento e l’altro mi dedicavo alla lettura di pubblicazioni scientifiche.  La scienza è in costante evoluzione ed è fondamentale tenersi costantemente aggiornati.

 

Ti piacerebbe in futuro lavorare come ricercatrice?

L’esperienza in laboratorio con il team del Prof. Angelo Vescovi mi ha aiutato tanto a comprendere che cosa mi piacerebbe fare e posso sicuramente affermare che in futuro vorrò continuare il mio lavoro nell’ambito della ricerca scientifica. So che il mondo della ricerca è particolarmente complicato e soprattutto richiede tanto sacrificio però credo anche che questo tipo di esperienze aiutino costantemente a crescere.

 

Se dovessi fare una esperienza di studio e ricerca all’estero dove ti piacerebbe andare?

Sono particolarmente attratta dal Canada, ma anche dall’Inghilterra. In generale penso che nell’ottica di un percorso di crescita professionale, sia importante confrontarsi con una realtà completamente diversa rispetto al nostro contesto abituale.

 

Come vedi il futuro della ricerca?

Se penso al futuro della ricerca sono molto ottimista perché credo che oggi ci siano molti giovani che, come me, hanno voglia di mettersi in gioco. Io, nel mio piccolo, mi impegnerò il più possibile nel dare il mio contributo alla ricerca in base a ciò che sto studiando e che imparerò con l’esperienza.

 

Sullo studio di quali malattie ti piacerebbe concentrarti in futuro?

Sicuramente in futuro mi piacerebbe portare avanti lo studio delle malattie neurodegenerative. La SLA è una delle malattie attualmente più studiate e sicuramente la ricerca sta facendo grandi passi in avanti, ma mi piacerebbe approfondire anche lo studio di malattie come il morbo di Alzheimer o il morbo di Parkinson.