Avvenire – Le forbici del Dna, il Nobel che apre nuovi scenari e pone domande

By 13 Ottobre 2020Ottobre 29th, 2020Rassegna Stampa
nobel chimica 2020

L’Accademia delle Scienze di Stoccolma ha assegnato il Premio Nobel per la Chimica 2020 a Emmanuelle Charpentier e Jannifer Doudna per la loro capacità di “riscrivere il codice della vita”.

Sono le prime due donne a condividere il riconoscimento, a buon diritto “madri” entrambe di una delle più innovative scoperte della biochimica e della medicina, nota come Crispr-Cas9 (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic
Repeats), più semplicemente nota come “taglia e cuci del Dna” per correggere anomalie genetiche.

Un premio “meritatissimo, emozionante, una conquista”: è il commento di Angelo Vescovi, direttore scientifico di Casa Sollievo della Sofferenza e di Revert Onlus. La loro scoperta “rappresenta un salto concettuale sul modo in cui è possibile intervenire sul genoma umano e di altre specie viventi. Esistevano già metodi di manipolazione del Dna, ma con Crispr è possibile effettuare alterazioni più specifiche e programmate”.

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